Riassunto libro-per-libro di Brad Reynolds
dell'Opera omnia di Ken Wilber


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The Spectrum of Consciousness (1977) è uno scritto della Fase-1 Romantica imperniato sulla psicologia (cioè, sul quadrante Superiore Sinistro o della coscienza individuale interiore). Wilber iniziò il libro ("nella mia testa") durante l'inverno del 1972, appena laureato in biochimica a Lincoln, Nebraska; il libro fu manoscritto in tre mesi nell'inverno del 1973 e successivamente dattiloscritto nell'autunno del 1974. Fu poi inviato all'autore e ricercatore della coscienza John White il quale, con il valido sostegno dello psicoterapeuta e autore Jim Fadiman, lo sottopose a più di tre dozzine di case editrici nei tre anni successivi. The Spectrum of Consciousness fu infine accettato e pubblicato nel 1977 dalla Quest Books, che nel 1993 ne produsse l'edizione "ventesimo anniversario"; ora il libro è parte dei Collected Works of Ken Wilber, Volume 1 (Shambhala, 1999).

Nell'introdurre con acume una "psicologia perenne" (in analogia alla filosofia perenne), The Spectrum of Consciousness utilizza l'analogia dell'arcobaleno o dello spettro elettromagnetico per proporre una "psicologia spettrale" (ora denominata psicologia integrale) il cui scopo è integrare la maggioranza degli approcci Occidentali e Orientali alla psicologia, alla psicoterapia, alla spiritualità e alla coscienza. Il libro è suddiviso in due parti, "Evoluzione" e "Involuzione"; nonostante abbia una punta di "Romanticismo", molti dei suoi argomenti fondamentali restano ancora validi (Wilber ora confuta il modello del "ritorno-alla-bontà"). La prima parte tratta di come le persone dividono, frammentano e alienano la propria innata interezza (la coscienza non-duale) mediante un pensiero dualistico, che crea di conseguenza uno "spettro di coscienza". La seconda parte prosegue mostrando come attrave rso la crescita, lo sviluppo e alcuni mezzi psicospirituali, la frammentazione dualistica della psiche può essere integrata e guarita in modo tale da ri-scoprire e ri-cordare la propria interezza o Unità ultima come la "sempre già" presente consapevolezza. "Esaminando le tradizioni" della saggezza mistica di tutti i tempi, Wilber riesce ad accostare la psicologia moderna alla spiritualità e a ricongiungere in armonia Occidente e Oriente, poiché essi insieme rappresentano veramente la psicologia perenne e universale insita in tutti gli esseri umani.












No Boundary: Eastern and Western Approaches to Personal Growth (1979) è uno scritto della
Fase-1 Romantica imperniato sulla psicologia (cioè, sul quadrante Superiore Sinistro o della coscienza individuale interiore). Intitolato originariamente "The Boundaries of Consciousness", nel 1975 giunse sotto forma di taccuino all'agente letterario di Wilber, John White, il quale allora suggerì il titolo "No Boundary". No Boundary fu pubblicato nel 1979 dallo Zen Center di Los Angeles, dove Wilber stava studiando sotto la guida di Maezumi Roshi, e nel 1981 dal principale editore di Wilber, Shambhala Publications; ora il libro è parte dei Collected Works of Ken Wilber, Volume 1 (Shambhala, 1999).

No Boundary presenta i principali temi di The Spectrum of Consciousness in un linguaggio più accessibile ma, nonostante ciò, ci vollero diversi anni per trovare un editore. Per dare un panorama semplice ma esaustivo dei diversi tipi di psicologie e terapie ora disponibili, sia Occidentali che Orientali, ad esempio, dalla psicoanalisi allo Zen, dall'analisi junghiana alla meditazione, dalla Gestalt alla Meditazione Trascendentale, dall'esistenzialismo al tantra, e così via, esso innanzitutto esamina come "noi creiamo una continua alienazione da noi stessi, dagli altri e dal mondo mediante una frammentazione della nostra esperienza attuale in parti differenti, separate da confini", laddove, in realtà, viviamo invece in "un territorio senza-confini". Mediante la crescita dei confini, scopriamo i differenti livelli del sé in trascendenza, fino ad arrivare al risveglio all' "ultimo stato di coscienza", o Suprema Identità (con la Divinit à non-duale), un tipo di "consapevolezza senza-confini". Questo punto di vista transpersonale e spirituale è confermato dall' "unità transcendente delle religioni", o da ciò che è conosciuto come la "Filosofia Perenne". Perciò, "crescita significa essenzialmente allargamento ed espansione dei propri orizzonti, una crescita dei propri confini, all'esterno in prospettiva e all'interno in profondità".












The Atman Project: A Transpersonal View of Human Development (1980) è uno scritto della prima
Fase-2 imperniato sulla psicologia dello sviluppo (che si focalizza sia sull'involuzione che sull'evoluzione del quadrante Superiore Sinistro o della coscienza individuale interiore). The Atman Project fu scritto in contemporanea al suo volume "gemello", Up From Eden, che si concentra sull'antropologia storica e sull'evoluzione umana collettiva (filogenesi). Le prime versioni di The Atman Project, influenzate ancora dalla fase Romantica di Wilber, furono inizialmente pubblicate nel 1978 nei primi numeri della rivista transpersonale ReVision (in coedizione con Jack Crittenden). Tuttavia, nel 1979 Wilber era entrato in "un periodo intellettuale straordinariamente difficile" nel tentativo di sviscerare il concetto critico di confusione pre/trans che lo portò decisamente nella seconda fase de l suo lavoro. The Atman Project fu inizialmente pubblicato nel 1980 dalla Quest Books; ristampato dalla Quest Books nel 1996; ora è parte dei Collected Works of Ken Wilber, Volume 2 (Shambhala, 1999).

The Atman Project procede nel trattare in modo esauriente gli "archi esteriore e interiore" dello sviluppo individuale umano (ontogenesi) come il movimento del "ciclo generale di vita" dalla nascita alla Illuminazione. Esso dà rilievo al fatto che "lo sviluppo è evoluzione; l'evoluzione è transcendenza" o, in altre parole, la sequenza invariante del dischiudersi evolutivo in pratica trascende ma include i suoi predecessori. Nei capitoli, piuttosto sintetici, vengono dunque delineati i fattori e le caratteristiche generali degli stadi evolutivi prepersonali, personali e transpersonali (lo spettro della coscienza), con lo stile tuttora adottato da Wilber. Egli non solo traccia i vari livelli della mente (o del sé egoico), che comprendono cinque differenti tipi di inconscio trattati principalmente dalla psicologia Occidentale ma, diversamente da altri psicologi moderni, fornisce una panoramica magistrale degli stadi transpersonali facendo ric orso a una raccolta di studi accurati delle tradizioni mistiche Orientali (essendo inoltre radicato nella propria pratica spirituale). Una delle tesi di principio di The Atman Project, dunque, è che tutti gli stadi e le spinte di questo dischiudersi, evolversi, svilupparsi del sé sono in realtà null'altro che i continui tentativi di "raggiungere l'Unità ultima [Atman] in modi che lo impediscono e costringono a sostituti simbolici"; questa è la definizione di base del "progetto Atman".












Up From Eden: A Transpersonal View of Human Evolution (1981) è uno scritto della prima
Fase-2 imperniato sull'evoluzione umana, sull'antropologia e sulla storia (che si focalizza sugli "scambi relazionali" tra il quadrante Superiore Sinistro della coscienza individuale interiore, il quadrante Inferiore Sinistro delle weltanschauung culturali interiori e il quadrante Inferiore Destro dei sistemi tecno-economici sociali esteriori). Up From Eden era stato concepito come capitolo introduttivo per The Atman Project, che è incentrato sullo sviluppo umano individuale; invece, la successiva ricerca e la scoperta della confusione pre-trans richiesero che divenisse un libro a parte. Up From Eden fu pubblicato inizialmente nel 1981 dalla Anchor Press / Doubleday; ristampato dalla Quest Books nel 1996; ora è parte dei Collected Works of Ken Wilber, Volume 2 (Shambhala, 1999).

È il telos (in particolare l'Atman-telos), o la spinta verso l'Unità ultima (Atman), a permeare la storia umana e l'evoluzione collettiva della coscienza; Up From Eden suggerisce che siamo evoluti a partire dalle scimmie prepersonali, e non caduti da un Eden transpersonale (secondo quanto affermato dal tipico errore Romantico). Il suo contributo centrale e originale, dunque, consiste nel fatto che differenzia chiaramente ed enuncia le sfere dello sviluppo umano prepersonale-transpersonale (esponendo il concetto di confusione pre-trans e proponendo un modello di "crescita-verso-la-bontà"), concentrandosi contemporaneamente sull'evoluzione socioculturale delle visioni del mondo (arcaica, magica, mitica, mentale, integrale, psichica, sottile, causale, non-duale). Esso utilizza la prova ricostruttiva raccolta dalle scienze empiriche per dimostrare che vi sono davvero "analogie onto-filogenetiche" che possono veramente servire come guide per la comprensione dell'evoluzione umana (filogenesi) e dello sviluppo individuale (ontogenesi). L'analisi di Wilber poi segue alla maniera di Jürgen Habermas, Jean Gebser, Eric Neumann e molti altri studiosi brillanti e sensibili (al di fuori da schemi Eurocentrici o etnocentrici).
Up From Eden realizza questa sbalorditiva visione di insieme da una prospettiva transpersonale basata sulla filosofia perenne, la quale indica chiaramente una "gerarchia dell'esperienza spirituale". Un altro eccezionale contributo è la sua chiara delineazione delle due modalità di coscienza, "media" e "avanzata", presenti in ogni periodo storico e cultura, ciascuna rispecchiante uno stadio differente nell'evoluzione globale della coscienza. La padronanza dell'autore sul precedente materiale di studio è esemplare; egli fonde temi così diversi come l'interazione tra la "ansia di morte" (Thanatos) e il desiderio di unità (Eros) che spinge la civiltà e la storia umana, le varie modalità di tempo e spazio nelle epoche umane, i graduali avanzamenti dei sistemi tecnico-economici, la comparsa delle monarchie e delle nazioni-stato, la comparsa dell'Eroe solare, dei reami del femminile e del maschile, le trances estatiche degli sciamani ( i primi viaggiatori all'interno del superconscio), i più alti yoga mistici della kundalini, la relazione tra la Grande Madre e la Grande Dea, la ragione sottostante ai sacrifici umani, le psicopatologie dell'era moderna, così come una nuova e positiva revisione di Hegel, una critiva univoca del Marxismo e dei Repubblicani conservatori, e nel frattempo rivela alcuni dei più profondi segreti esoterici delle trazionioni religiose e spirituali di tutti i tempi, dal Buddhismo al Cristianesimo, dal Vedanta allo Yoga, e altre, tutte fondate sul Cuore Dvino non-duale di Atman-Brahman dove "il Padre e Io siamo Uno".












The Holographic Paradigm and Other Paradoxes (1982) fu preparato durante il periodo della
Fase-2 ed è imperniato sul paradigma olografico (che si focalizza sui quadranti esteriori della parte Destra degli oloni individuali e dei loro sistemi olonici), nonostante lo stesso Wilber critichi questa forma di sottile riduzionismo (olismo piatto). Il libro è una collezione di articoli precedentemente apparsi nella rivista ReVision nel periodo in cui Wilber ne era co-editore (con Jack Crittenden) e viveva a Cambridge, Massachusetts (poco prima di trasferirsi a San Francisco). The Holographic Paradigm fu pubblicato inizialmente nel 1982 dalla Shambhala Publications; il saggio di Wilber (e l'intervista) apparvero un anno dopo anche in Eye to Eye (Shambhala, 1983); ora essi sono parte dei Collected Works of Ken Wilber, Volumi 3 e 4 (Shambhala, 1999).

Il "paradigma olografico" si concentra per lo più sulle interessanti teorie del fisico-filosofo David Bohm, messo in luce nel corso della trattazione, e su come i vari autori esaminano una possibile interfaccia tra scienza e religione. Tuttavia, la conclusione di Wilber fu che in realtà questo tema è straordinariamente complesso, che si oppone alle generalizzazioni comuni, come ad esempio la riduzione al solo schema a due livelli (ordine dell'implicare e dell'esplicare di Bohm). Wilber ribadisce che la fisica ha scoperto solo il suo proprio livello di interpretazione (massa/energia non senziente) e questo non può essere messo sullo stesso piano (nonostante sia apparentemente simile) delle interpretazioni pluridimensionali dei mistici. Wilber, come editore, fu perciò nella scomoda posizione di essere effettivamente l'unico tra i contributori a non credere che il paradigma olografico fosse basato su una buona scienza o su un adeguato misticismo. Tuttavia, come egli st esso fece notare, il libro divenne un bestseller internazionale.











A Sociable God: Toward A New Understanding of Religion
(1983) è uno scritto della Fase-2 matura imperniato sulla sociologia (che si focalizza sia sul quadrante Superiore Sinistro della coscienza individuale interiore che sul quadrante Inferiore Sinistro delle weltanschauung culturali interiori). Sottotitolato originariamente "A Brief Introduction to a Transpersonal Sociology", questo breve saggio fu scritto velocemente durante un fine settimana nei primi anni '80, parzialmente in risposta al suicidio di massa di Jonestown, ma soprattutto per offrire alle scienze sociologiche un "modello originale" basato sulla attuale ricerca della coscienza nella teoria transpersonale. A Sociable God fu pubblicato inizialmente nel 1983 dalla New Press/McGraw-Hill; ora è parte dei Collected Works of Ken Wilber, Volume 3 (Shambhala, 1999).

A Sociable God delinea una sociologia unificata, esaustiva e critica basata su una sintesi multidisciplinare delle varie discipline multiculturali della psicologia e della religione (o del vero misticismo). Esso suggerisce che l'evoluzione dello sviluppo attiva nella psiche umana è uno "spettro di coscienza" che caratterizza tutti gli esseri umani, e che queste "strutture profonde" della coscienza sono direttamente correlate a, e influenzano, le "strutture superficiali" degli ambienti socioculturali, i quali sono essi stessi sempre stabiliti all'interno di dati periodi storici. Wilber sperava che questa comprensione integrale avrebbe aiutato la società a discriminare tra culti pericolosi e iniziative spirituali più benefiche, così come a distinguere fra l'autentica spiritualità e il coinvolgimento religioso inautentico. Utilizzando lo "spettro della coscienza" come modello guida, i punti più rilevanti del libro sono probabilmente le varie definizioni date della religione con la sua ben definita "gerarchia dell'esperienza spirituale", che sono seguite dalla spiegazione di come i "più alti" livelli di coscienza (personificati nelle poche "punte avanzate") possano essere "tradotti verso il basso" nelle aree di coscienza "più basse" (trovate mediamente nelle masse), un tema inizialmente portato avanti da Up From Eden.












Eye to Eye: The Quest for the New Paradigm (1983) è uno scritto della
Fase-2 matura imperniato sulla filosofia (che si focalizza sul quadrante Superiore Sinistro della coscienza individuale interiore e sul quadrante Inferiore Sinistro delle weltanschauung culturali interiori, fornendo perciò una violenta critica contro il riduzionismo scientifico dei quadranti esteriori della parte destra). Scritta nei primi anni '80, questa raccolta di saggi, distinti ma con una linea comune, danno rilievo alle implicazioni filosofiche generate da una visione evolutiva ma transpersonale della natura umana (vista come uno "spettro di coscienza"). Eye to Eye fu pubblicato inizialmente nel 1983 dalla Shambhala Publications; ristampato nel 1990 con un ulteriore saggio ("In the Eye of the Artist"), che fu successivamente tolto nella nuova edizione del 1996; ora è parte dei Collected Works of Ken Wilber, Volume 3 ( Shambhala, 1999).

Eye to Eye
introduce la nozione di pluralismo epistemologico con la metafora (mistica Cristiana) dei "tre occhi della conoscenza", ovvero, sensorio/carne (sensibilia), mente/ragione (intelligibilia), spirito/contemplazione (transcendelia). Questa conoscenza multi-livellata porta dunque alla luce un "errore di categoria", o quando un "occhio" (o reame) cerca di usurpare i ruoli degli altri due, o quando viene completamente frainteso con un altro. Per cui il "problema della dimostrazione" può essere risolto dal momento che ciascun dominio fornisce le proprie particolari pretese di validità per differenziare le sfere di principio della conoscenza umana (rispettivamente, scienza, psicologia/filosofia, misticismo). La presentazione perciò contiene un esame esteso della storia filosofica della scienza con le sue tendenze riduzionistiche (note come scientismo), tuttavia lo fa offrendo una sintesi razionale (o di tipo visione- logica con un ragionamento mandalico) che può includere non solo la scienza ma anche l'autentica spiritualità e le pratiche contemplative. Eye to Eye contiene anche l'importantissimo saggio "La confusione pre/trans", il cui concepimento (alcuni anni prima) capovolse il comune errore Romantico adottato nei primi scritti di Wilber. Questa confusione pre/trans chiarisce uno dei maggiori (e disastrosi) fraintendimenti del mondo moderno, il quale stabilisce semplicemente che se vogliamo veramente comprendere e accettare la "forma dello sviluppo" (identificare, trascendere, integrare) ad ogni stadio evolutivo in un universo pluridimensionale, allora dobbiamo sempre correttamente differenziare tra domini pre- e trans- personali della coscienza. Il libro dunque offre non solo una violenta critica al materialismo scientifico, ma getta anche luce su come aiutare la "New Age" ad uscire dalla sua buia caverna del pensiero mitico con i suoi approcci regressivi (pre-razionali) alla spiritualità.












Quantum Questions: Mystical Writings of the World's Great Physicists (1984) fu preparato durante il periodo della
Fase-2 / Fase-3 ed è imperniato sulla fisica moderna (che si focalizza principalmente sui quadranti esteriori della parte destra degli oloni individuali e dei loro sistemi olonici), con il suo sistema di simboli matematici (così, si focalizza sui domini interiori della coscienza della parte sinistra). Messo insieme negli ultimi mesi del 1983 quando Wilber viveva a Muir Beach, California, con la sua nuova moglie Treya (cui era appena stato diagnosticato un cancro), Quantum Questions fu pubblicato inizialmente nel 1984 dalla Shambhala Publications; i contributi di Wilber ora sono parte dei Collected Works of Ken Wilber, Volume 4 (Shambhala, 1999).

Quantum Questions offre essenzialmente una violenta critica all'interpretazione popolare della fisica moderna, che la "New Age" usa come una giustificazione o "dimostrazione" del misticismo o di una visione spirituale del mondo. Presentando gli attuali scritti selezionati dagli stessi fondatori della fisica moderna --- Heisenberg, Schroedinger, de Broglie, Jeans, Planck, Pauli, Eddington, ed Einstein --- tutti profondamente impegnati in queste materie, questo libro mostra in modo inequivocabile che "la fisica moderna non dà alcuna prova, positiva o negativa, non supporta né confuta, una visione del mondo mistico-spirituale". Ciò accade perché la fisica è basata sulla matematica, la quale a sua volta non è altro che un sistema di "simboli-ombra" (secondo quanto affermano gli stessi fisici); perciò questi scienziati di fama mondiale hanno compreso che è assolutamente necessario utilizzare il vero misticismo per contattare la realtà in modo diretto. I brani scelti di Quantum Questions mettono in luce questo fatto sconosciuto: tutti questi grandi fisici si sono rivolti al misticismo per la vera conoscenza del mondo e così sono divenuti, in tale processo, dei moderni mistici.










Transformations of Consciousness: Conventional and Contemplative Perspectives on Development (1986), scritto in collaborazione con Jack Engler e Daniel P. Brown, professori all'Università di Harvard (con contributi di Mark Epstein, Jonathan Lieff e John Chirban), è un'opera evoluta della
Fase-3 imperniata sulla psicologia, sulla psicopatologia e sulla psicoterapia (che si focalizza sul quadrante Superiore Sinistro della coscienza individuale interiore). I saggi dei tre principi di Wilber furono scritti inizialmente nel 1984 (apparsi prima nel Journal of Transpersonal Psychology), dove dimostrano come differenziare, correlare e integrare chiaramente lo spettro dello sviluppo, lo spettro della psicopatologia e lo spettro delle modalità di trattamento. Transformations of Consciousness fu pubblicato inizialmente nel 1986 dalla Shambhala Publications' New Science Library; ora è parte dei Collected Works of Ken Wilber,< I> Volume 4 (Shambhala, 1999).

Transformations of Consciousness
esprime di nuovo e chiaramente la necessità di una psicologia di vasta portata che riconosca almeno: (1) le strutture fondamentali o livelli stabili ("onde") di evoluzione della coscienza poiché, una volta emersi, tendono a permanere; (2) le strutture di transizione che includono molte delle linee ("correnti") di sviluppo; e (3) il complessivo o sistema del sé, il locus di identificazione, volizione, difese, ecc., (normalmente concentrate nel quadrante Superiore Sinistro), che deve navigare e condurre questi sviluppi strutturali. La tesi di Wilber perciò accentua la differenza tra "stadi di transizione" e "strutture permanenti" dello sviluppo fornendo al contempo un compendio livello-per-livello dell'evoluzione della coscienza globale, che include possibili psicopatologie con le corrispondenti modalità di trattamento. Concludendo, il libro mostra che quando ques ti autori hanno confrontato e messo in contrasto numerose mappe dello sviluppo da varie tradizioni, da quelle Cristiane a quelle Buddhiste a quelle Indu alla psicologia Occidentale, e altre, ne è risultato un "modello generale" delle molte sfaccettature della coscienza. In altre parole, mettendo insieme i vari elementi dello sviluppo --- convenzionale e contemplativo, ortodosso e meditativo, Occidentale e Orientale --- viene suggerito che in verità esiste uno spettro pressoché universale della coscienza (nelle caratteristiche profonde, non superficiali), attraverso cui gli individui si sviluppano secondo il proprio ritmo e la propria modalità.












Spiritual Choices: The Problem of Recognizing Authentic Paths to Inner Transformation (1987), preparato in collaborazione Dick Anthony e Bruce Ecker, è uno scritto della
Fase-3 imperniato sulla sociologia e sulla psicologia dell'esperienza spirituale (che si focalizza sul quadrante Superiore Sinistro della coscienza individuale interiore e sul quadrante Inferiore Sinistro delle weltanschauung interiori, con i loro effetti sul quadrante Inferiore Destro dei sistemi sociali esteriori). Spiritual Choices fu pubblicato inizialmente nel 1987 dalla Paragon House Publishers; il saggio di Wilber era stato pubblicato inizialmente in Eye to Eye (Shambhala, 1983) come capitolo "Legitimacy, Authenticity, and Authority in the New Religions," ma qui fu rinominato come "The Spectrum Model"; Wilber contribuì anche a "When Is Religion Transformative? A Conversation with Jacob Needleman"; ora solo il saggio ( in Eye to Eye) è parte dei Collected Works of Ken Wilber, Volume 3 (Shambhala, 1999).

Spiritual Choices continua molti degli argomenti iniziati in A Sociable God, che metteva in rilievo le differenze tra religioni "legittime" (che accentuano la traslazione orizzontale) e i percorsi spirituali "autentici" (che accentuano la trasformazione verticale). Questo studio si basava in modo massiccio sul progetto di ricerca di Dick Anthony sul tema della "tirannia spirituale contro la legittima autorità spirituale". Attraverso gli scritti di numerose "autorità" spirituali, il libro esamina anche diversi gruppi spirituali e fornisce alcuni criteri per valutare le "scelte spirituali" contemporanee. Nell'insieme, Spiritual Choices offre un metodo valido, basato sul "modello dello spettro" (il saggio di Wilber), per accertarsi dei "percorsi autentici verso la trasformazione interiore", e così allontanarsi dalle tendenze più mitiche, cultuali dell'io indagatore.












Grace and Grit: Spirituality and Healing in the Life and Death of Treya Killam Wilber
(1991) è essenzialmente uno scritto della Fase-3 imperniato su un racconto personale e pratico del modello spettrale di Wilber (che si focalizza su tutti e quattro i quadranti, comportamentale, intenzionale, culturale and sociale). Scritto in collaborazione con i diari di sua moglie, Wilber racconta la commovente storia d'amore del suo matrimonio con Terry (Treya) Killam (nel 1983) e la sua lotta quinquennale contro il cancro, conclusasi in modo fatale nel 1989. Grace and Grit fu pubblicato inizialmente dalla Shambhala Publications nel 1991; ora è parte dei Collected Works of Ken Wilber, Volume 5 (Shambhala, 2000).

Grace and Grit --- titolo preso dalle ultime parole del diario di Treya --- è un resoconto della difficile prova affrontata dalla coppia alternato con interviste e brevi descrizioni del modello spettrale di Wilber, la filosofia perenne, oltre ad alcuni altri argomenti già apparsi nei suoi scritti precedenti. Vi sono considerazioni rivelatrici riguardanti problemi di salute ("perché ci ammaliamo?"), la "assistenza" nella malattia terminale, i percorsi spirituali utilizzati dai Wilber nel loro pericoloso e benedetto viaggio. Durante questo periodo di prova ma pieno d'amore, con tutta l'attenzione e la premura nei confronti di Treya (che in spagnolo significa "stella"), Wilber interruppe per circa un decennio l'attività di scrittura teoretica (1984-1993) e di pubblicazione (1986-1995). Tuttavia, durante questo periodo Wilber scrisse un libro, un volume di ottocento pagine intitolato The Great Chain of Being: A Modern Introduction to the Perennial Ph ilosophy and the World's Great Mystical Traditions, che da allora è stato accantonato indefinitamente. L'impressionante successo di Grace and Grit testimonia in modo meraviglioso il fatto che la storia di Treya in realtà si dirige allo Spirito Non Nato, Immortale, dove ella imparò a trascendere la morte nel vero Sé, permettendo ad innumerevoli altri di ottenere forza e ispirazione dalla sua vita di "appassionata equanimità".











Sex, Ecology, Spirituality: The Spirit of Evolution
(1995) è il primo scritto della Fase-4 (che trascende e include tutte le precedenti fasi) a rappresentare un'analisi a quattro quadranti o un approccio agli studi integrali a "tutti-i-quadranti, tutti-i-livelli" (che si focalizza sulla co-evoluzione delle dimensioni interiori/esteriori, individuali/collettive del "Grande Nido dell'Essere"). Wilber trascorse tre anni di relativo isolamento nella sua bella casa di Boulder, Colorado (sua residenza attuale), dedicandosi solo a ritiri di meditazione e alla ricesca per SES, ponendo così fine a un'assenza di quasi dieci anni dalla pubblicazione accademica. Inizialmente concepito come un lavoro più breve, SES superò le 800 pagine (incluse le note finali), a causa della profondità della ricerca implicata; perciò divenne il primo di un progetto di trilogia, spesso chiamata The Kosmos Trilogy (cui seguiranno p resto i volumi secondo e terzo). Sex, Ecology, Spirituality fu pubblicato inizialmente nel 1995 dalla Shambhala Publications; una seconda edizione, riveduta e pubblicata anche separatamente, è ora parte dei Collected Works of Ken Wilber, Volume 6 (Shambhala, 2000).

Il capolavoro di Wilber è diviso in due "libri", ognuno dei quali è a sé. Il primo libro introduce una serie di nuovi termini (come ogni libro), come "Kosmos", "oloni", "oloarchia", "quattro quadranti", "venti princìpi", ecc., e nel contempo fa la cronaca del movimento involutivo/evolutivo dello "Spirito-in-azione". Facendo assegnamento sulle generalizzazioni finalizzate ottenute dai vari sistemi conoscitivi umani, il misurato volume delinea i vari stadi dello sviluppo o fulcri nel "Grande Nido dello Spirito" in evoluzione, i quali interagiscono tutti con il "Grande Tre" (una versione semplificata dei quattro quadranti), contenente "Io"/sé, "Noi"/cultura, ed "Esso"/natura. Il secondo libro, invece, è una risposta critica allo stato regressivo degli studi culturali postmoderni (specialmente universitari) indirizzata al "collasso del Kosmos& quot; in una "terra piana" di riduzionismo dove prevalgono solo le superfici, sia atomistiche che olistiche. Questo "predominio dei discendenti", viene fatto rilevare, era stato storicamente contrastato dagli Idealisti (come Schelling ed Hegel) e dalle loro filosofie dello "Spirito-in-Azione" o "Dio-nel-Fare", ma Wilber conclude con ottimo intuito che essi non offrivano "nessuno yoga, nessuna pratica contemplativa", perciò degenerarono in delle "metafisiche pure". Quindi, affinché la visione integrale sia veramente efficace su larga scala, sostiene Wilber, essa deve contenere e promuovere una trasformazione soggettiva se vuole ottenere una comprensione globale radicata nell' "Amore del Kosmos stesso".












A Brief History of Everything (1996) è un altro scritto della
Fase-4 imperniato su un approccio agli studi integrali a "tutti-i-quadranti, tutti-i-livelli" (che si focalizza sulla co-evoluzione delle dimensioni interiore/esteriore, individuale/collettiva del "Grande Nido dell'Essere"). A Brief History of Everything è essenzialmente una versione ridotta e accessibile di Sex, Ecology, Spirituality poiché è scritto sotto forma di conversazione o intervista, benché esso aggiunga un certo numero di nuove idee non presenti in SES. A Brief History of Everything fu pubblicato inizialmente nel 1996 dalla Shambhala Publications; una seconda edizione, riveduta, pubblicata anche separatamente, è ora parte dei Collected Works of Ken Wilber, Volume 7 (Shambhala, 2000).

A Brief History of Everything è un libro non-così-breve con un grande titolo (scherzosamente modificato dopo il popolare titolo di Stephen Hawking, A Brief History of Time), tuttavia esso compie con le generalizzazioni finalizzate il nobile tentativo di trattare tutte le principali aree della conoscenza umana (epistemologia) e del Kosmos pluridimensionale (ontologia). Lo attua facendo affidamento principalmente sulle dinamiche co-evolutive di complessità crescente (codificate come i "venti princìpi"), che mostrano un processo evolutivo di "trascendimento-e-inclusione", una posizione costantemente sostenuta da Wilber. La maggior parte di Brief History perciò passa in rassegna il grandioso processo dello "Spirito-in-azione" (Parte Prima), e successivamente "le ulteriori possibilità dello Spirito-in-azione" (Parte Seconda), dato che espone in modo enciclopedico l'intera portata di tutti gli stadi, strutture, vis ioni del mondo e sfere tecnico-economiche evolutive dell'esistenza umana (svelantisi attraverso tutti i quattro quadranti o attraverso i "Grandi Tre" di sé, cultura e natura). Esso è davvero una "breve storia di tutto" senza prededenti. Tuttavia, gli ultimi capitoli (Parte Terza: Terra Piana) si trasforma in una sorta di attacco polemico sulla "terra piana" regressiva con la sua riduzione materialistica del Kosmos pluri-nidificato che non è altro che un reame superficiale di essi-esteriori (cioè, non vi è altro che il mondo fisico). Questa critica devastante è diretta particolarmente agli odierni studi culturali (critica delle scuole di pensiero dagli eccessivamente razionalisti agli ecofilosofi), in più, diversamente da molti critici, offre anche un'alternativa estremamente valida: un approccio integrale di "saggia trascendenza" (Ascendente: Molti a Uno) unita armoniosamente ad un "abbraccio compassionevole" (Discende nte: Uno a Molti).












The Eye of Spirit: An Integral Vision for a World Gone Slightly Mad (1997) è uno scritto della
Fase-4 matura imperniato di nuovo su un approccio a "tutti-i-quadranti, tutti-i-livelli" agli studi integrali (che si focalizza sulla co-evoluzione delle dimensioni interiore/esteriore, individuale/collettiva del "Grande Nido dell'Essere"). Il libro è per lo più una raccolta di saggi, alcuni dei quali scritti in risposta a una serie di articoli apparsi in ReVision nel 1996 che trattavano e criticavano l'opera di Wilber, perciò esso espone un approccio più rigoroso e dettagliato al Kosmos a quattro-quadranti in evoluzione, proponendo al contempo una teoria critica avanzata. The Eye of Spirit fu pubblicato inizialmente nel 1997 dalla Shambhala Publications; ora è parte dei Collected Works of Ken Wilber, Volume 7 (Shambhala, 2000).

The Eye of Spirit è nella linea del pluralismo epistemologico di Wilber presentando una visione integrale che viene rivelata non solo dall' "occhio della carne" (scienza) e dall' "occhio della mente" (filosofia) ma anche dall' "occhio dello Spirito" (misticismo). In sostanza, può essere visto come una difesa filosofica contro le recenti critiche a un sistema fondato in maniera oloarchica (o gerarchica naturale) che è perfettamente capace di comprendere gli stadi invarianti e dinamici dello sviluppo, delineando così una "teoria unificata" di enorme portata. Esso riconosce ulteriore enfasi alle linee di sviluppo del sé (come la affettiva, morale, cognitiva, creativa, spirituale, ecc.), che sono in co-evoluzione attiva attraverso i livelli di base del Kosmos (corpo, mente, anima e spirito). The Eye of Spirit dunque rifiuta chiaramente il "criticismo lineare" proveniente spesso da certi critici che si sono concentrati in modo particolare sugli scritti dell'inizio della Fase-2 di Wilber (che danno rilievo agli aspetti "strutturali" e "gerarchici" della coscienza). Nel corso del libro, nelle note e nel testo, Wilber fa un elogio sincero ma anche ampie critiche a vari studiosi contemporanei, in particolare si rivolge ad alcuni dei loro più comuni fraintendimenti della sua visione integrale globale, che spesso caratterizzano le loro posizioni critiche. Questi saggi, dunque, furono pubblicati in parte per far luce sulle notevoli confusioni fatte da altri teorici transpersonali sull'opera prolifica di Wilber e sulle varie fasi di continua modifica e miglioramento (presentando così per la prima volta la nozione di Fasi 1-4).












The Marriage of Sense and Soul: Integrating Science and Religion (1998) è un altro scritto della
Fase-4 matura che utilizza un approccio a "tutti-i-quadranti, tutti-i-livelli" per spiegare come sia la scienza che la religione (o l'autentica spiritualità) possano essere integrate nelle visioni del mondo moderna e postmoderna. Iniziato verso la fine del 1996, il manoscritto, di duecento pagine, fu terminato in soli due mesi ed è rivolto a un pubblico costituito dalle principali comunità religiose e scientifiche ortodosse, ma non alla New Age, moltitudine del Nuovo Paradigma. Intitolato originariamente "The Integration of Science and Religion: The Union of Ancient Wisdom and Modern Knowledge", fu venduto a un editore tradizionale di New York, la Random House, che lo rinominò così dalla citazione di Oscar Wilde che Wilber inserì nella pagina di apertura; così la sua platea di lettori ha raggiunto i più alti uffici poli tici degli Stati Uniti. The Marriage of Sense and Soul fu pubblicato inizialmente nel 1998 dalla Random House; ora è parte dei Collected Works of Ken Wilber, Volume 8 (Shambhala, 2000).

The Marriage of Sense and Soul sostiene in modo convincente che ogni autentica "integrazione di scienza e religione" dovrà includere non solo l'antica saggezza del mondo premoderno (valori spirituali, ad esempio), ma anche i trionfi ottenuti con una dura lotta o "dignità" (la "buona novella") del mondo moderno/postmoderno (scienza e democrazie liberali, ad esempio). In più un tale "matrimonio" dovrà anche guarire e allo stesso tempo trascendere le litigiose dissociazioni o "disastri" (la "cattiva novella"), molte delle quali provenienti dalla filosofia riduzionistica e materialistica (o "terra piana") comunemente nota come scientismo. Viene suggerito che solo attraverso un approccio più integrale, che abbracci "tutti-i-quadranti, tutti-i-livelli", sarà possibile unire i sorprendenti avanzamenti di una scienza orientata all'esterno con i valori della saggezza e i signifi cati transpersonali trovati in una spiritualità basata sull'interiorità. In altre parole, questo breve trattato afferma fondamentalmente che l'unico modo in cui può avere luogo un autentico matrimonio tra scienza e religione, che risulti accettabile per ambedue, è adottare per esso una visione integrale abbastanza ampia da mantenere le loro qualità essenziali, nonostante certamente dovranno ambedue "cedere un poco" ed espandere le loro rigide posizioni per poter servire la ricerca universale della vera conoscenza. Nell'insieme, scritto in uno stile accessibile, questo semplice libro mira a guidare il pubblico nel trovare un comune accordo tra il mondo spirituale, soggettivo dell'antica saggezza e il mondo oggettivo, empirico della conoscenza scientifica moderna.











One Taste: The Journals of Ken Wilber (1999) è un altro scritto della
Fase-4 matura imperniato sui resoconti personali e pratici della visione integrale di Wilber (che si focalizza su tutti e quattro i quadranti, comportamentale, intenzionale, culturale e sociale). Proposti originariamente come progetto dalla Shambhala, i journals sono quasi una cronaca quotidiana delle attività svolte da Wilber nell'anno 1997, per dargli un'opportunità di riflettere sull'intero spettro della vita stessa. One Taste fu pubblicato inizialmente nel 1999 dalla Shambhala Publications; ora è parte dei Collected Works of Ken Wilber, Volume 8 (Shambhala, 2000).

One Taste inizia con la ricerca e il ritrovamento di un editore tradizionale per The Marriage of Sense and Soul (scritto negli anni 1996-97 e pubblicato dalla Random House nel 1998); dopodiché tratta esaurientemente quasi di tutto, dal piercing sui capezzoli alla coscienza del testimone, dai film e dalla musica preferiti dell'anno ai resoconti elogiativi dell'architettura, della letteratura e della moda, il tutto visto attraverso numerosi stati meditativi e condiviso con una cerchia di buoni amici; vi sono comprese alcune avventure sessuali con la nuova compagna di Wilber, la deliziosa Marci Walters. One Taste è inoltre inframmezzato da alcuni brevi saggi che passano in rassegna l'approccio a "tutti-i-quadranti, tutti-i-livelli" agli studi integrali, tra cui uno "psicografo integrale" del sé individuale che incorpora le linee evolutive (o "correnti") della coscienza che evolvono tutte all'interno dei nidi fondamentali (o &quo t;onde" strutturali) del Kosmos. Dall'inizio alla fine del libro al lettore viene dato un vero assaggio di cosa tratta la pratica integrale, una pratica che ciascuno può mettere insieme, una pratica che cerca di "esercitare simultaneamente tutti i principali livelli e dimensioni del corpo-mente umano --- fisico, emozionale, mentale, sociale, culturale, spirituale". Fondamentalmente, comunque, scopriamo anche che questo tipo di pratica integrale riguarda principalmente "Un Assaggio" di coscienza non duale, la presenza illuminata dove "la trascendenza ristabilisce l'umorismo" e dove "l'empatia e la compassione" abbracciano tutto.












Integral Psychology: Consciousness, Spirit, Psychology, Therapy
(2000) è uno scritto della Fase-4 pienamente matura imperniato sull'approccio a "tutti-i-quadranti, tutti-i-livelli, tutte-le-linee" in una maniera talmente magistrale che potrebbe essere etichettato a buon diritto uno scritto della Fase-5. Questo libro ebbe origine inizialmente da un lavoro incompiuto cominciato nella metà degli anni '80, dal titolo Self, System, Structure, divenuto Principles of Transpersonal Psychology, quindi Processes and Patterns In Consciousness (e vari altri), perciò è ancora in progetto come cofanetto di due volumi. In un certo senso, è per lo più un testo di accompagnamento per i grafici esaustivi, dettagliati, correlativi situati alla fine del libro. Integral Psychology fu pubblicato inizialmente come parte dei Collected Works of Ken Wilber, Volume 4 (Shambhala, 1999), e successivamente, nel 2000, come volume singolo dalla Shambhala Publications.

Integral Psychology cerca di onorare e abbracciare ogni aspetto legittimo della coscienza umana, dandoci una mappa veramente esaustiva della mente umana (epistemologia) e del Kosmos (ontologia). Lo fa dando rilievo ed esprimendo chiaramente la natura fluida (non lineare) e dinamica del Grande Nido dello Spirito, usando perciò termini meno rigidi (ispirati in parte al lavoro di Clare Graves). Quindi troviamo correnti di sviluppo "relativamente indipendenti" (che rappresentano le linee evolutive) che scorrono attraverso onde di base interagenti (che rappresentano i livelli di base), le quali vengono "navigate" e "manipolate" da un sé complessivo ("luogo di identificazione" per "Io", "me" e "Io-Io"), il quale ha esso stesso un "accesso abbastanza fluido" a diversi stati di coscienza (come la veglia, il sogno, il sonno profondo, lo stato alterato), all'interno dei qu ali cresce ed evolve un "vasto campo evolutivo morfogenetico" e che somiglia quasi sempre a una "faccenda molto confusa". Il testo è corredato da numerosi grafici correlativi che Wilber ha compilato facendo riferimenti incrociati dei lavori di più di altri cento teorici dello sviluppo, i quali tutti generalmente riconoscono, a vari livelli, le stesse strutture di base o onde nel Grande Nido dell'Essere.
Integral Psychology introduce anche le "spiral dynamics" di Donald Beck (e associati) e il loro concetto di "memes" evolutivi (modelli organizzati associati a differenti colori), che corroborano apparentemente il modello spettrale di Wilber. Poiché vi è una rinnovata enfasi sulle correnti dello sviluppo, le linee superficiali e profonde, così come sulle onde di base e sui diversi stati di coscienza, vengono anticipati sistemi di modellizzazione più avanzati come lo "psicografo integrale" dell'individuo umano. Realizzando la piena ampiezza di questa visione integrale, la nozione di "Pratica Trasformativa Integrale" (da Michael Murphy e George Leonard) suggerisce diversi mezzi pratici per il sé complessivo in modo da esercitare in accordo tutti i quadranti (sé, cultura, natura), i vari livelli o onde (corpo, mente, anima, spirito), e le numerose correnti correlate al sé (cognitiva, m orale, affettiva, creativa, spirituale, ecc.). Così, concretamente, la psicologia o lo studio della psiche (mente o anima) è meglio vista come pneumo-logia o studio a molti livelli dello stesso Spirito lungo tutti i domini e le dimensioni del Kosmos radiante.












A Theory of Everything: Body, Mind, Soul, and Spirit in Self, Culture, and Nature (2000) è in senso stretto uno scritto della
Fase-5 che riassume pienamente l'approccio integrale ("tutti-i-quadranti, tutti-i-livelli, tutte-le-linee") agli studi integrali. Il breve, compatto libro chiarisce la "visione integrale" di Wilber con i suoi tentativi di includere o "integrare" corpo, mente, anima e spirito così come si manifestano nel sé, nella cultura e nella natura. A Theory of Everything verrà distribuito verso la fine del 2000 dalla Shambhala Publications; è il primo libro pubblicato dopo la stampa dei Collected Works of Ken Wilber (Shambhala, 1999, 2000).

A Theory of Everything è forse la migliore introduzione singola al lavoro di Wilber, in modo particolare nella sua fase più sofisticata in cui abbraccia l'intero spettro della coscienza con le sue varie linee evolutive in tutti e quattro i quadranti del Kosmos. Esamina le onde a spirale, oscillanti dell'esistenza --- affatto non lineari --- quindi continua a fare un uso massiccio dei "memes" evolutivi di Donald Beck (ordinati per colore) evolvendo infine verso una "coscienza di secondo ordine", una forma di visione-logica centaurica integrale (secondo la terminologia di Wilber). Wilber critica anche le varie forme di "boomeritis" (la tendenza al narcisismo della generazione del boom economico) per essere il principale ostacolo alla visione integrale emergente a causa delle loro strategie regressive e del sottile riduzionismo (olismo piatto). Comunque, poiché il modello integrale promuove la salute dell'intera spirale evolutiva (la sua p rincipale direttiva), esso dunque abbraccia simultaneamente sia i memes inferiori ma incoraggia anche la crescita verso i domini superiori, transpersonali allineando perciò la cultura globale sia alla buona scienza che alla spiritualità profonda. Naturalmente l'approccio integrale considera non solo le dimensioni interiori della coscienza ma va anche in cerca dei loro usi e correlati (o "impronte") pratici nel "mondo reale" esteriore. Così vengono presentate applicazioni pratiche del modello integrale utilizzate nel mondo reale, e non solo teorico, della politica, economia, medicina, educazione, ecologia, ecc. Questo tipo di visione integrale dunque dà all'umanità une vera "filosofia del mondo", un atteggiamento universale che onora pienamente la "unità-nella-diversità" (una unitas multiplex), perciò presenta un approccio esaustivo alla vita tutta trattando esaurientemente e abbracciando tutti i domini, reami e sfere dell'es istenza umana, altezza e profondità, dentro e fuori, laddove il Kosmos è visto come il beato "One Taste" della realizzazione divina.





Tutte le recensioni sono state scritte da Brad Reynolds.